Eocnomia circolare: in tempo per cambiare (Gianvito Infotainer)
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Economia circolare: in tempo per cambiare

L’artigiano delle emozioni e l’economia circolare

Un argomento, quello dell’economia circolare che sta a cuore a molte persone.

Un termine quello della Circular Economy, che è stato coniato più di 40 anni fa e che oggi è diventato argomento principale per sensibilizzare le masse  da quello che è considerato il problema più delicato per  il nostro pianeta, per la salute dell’ambiente, per il futuro dei nostri figli.

Un argomento che oggi trova applicazione in diversi settori e si presta a infine interpretazioni.

Non possiamo più costruire il nostro futuro su un modello usa e getta. È quindi evidente che oggi la necessità è di mantenere il valore dei prodotti e di diversi materiali il più a lungo possibile.Viene spontaneo pensare che le catene produttive, devono organizzarsi nel produrre materiali che possano essere riutilizzati.

Papa Francesco, nella sua enciclica legato all’Economia Circolare dice:

Per migliorare il mondo, dobbiamo cambiare i nostri stili di vita, i modelli di consumo e produzione, passare dal consumo e produzione, dall’avidità alla generosità, dallo spreco alla condivisione. Dare, non rinunciare, rimanendo in ascolto, perché saper ascoltare significa possedere, otre al proprio cervello, quello degli altri“.

Dobbiamo cambiare il nostro atteggiamento iniziando con piccoli gesti quotidiani nei confronti delle materie che solitamente siamo abituati a gettare, per rimetterle in circolo con modalità creativa.

Non buttiamo i vestiti che non utilizziamo più, laviamoli, stiriamoli, portiamoli alle associazioni di quartiere che li ridistribuiscono alle persone che hanno bisogno.

Iniziamo ad utilizzare quelle applicazioni che ci permettano di acquistare beni di consumo primario in scadenza li pagheremo ad un prezzo inferiore.

Qualche esempio? cliccate su www.nonsprecare.it o www.myfoody.it o ancora www.lastminutesottocasa.it o per ultimo www.bringfood.it[/vc_column_text]

Economia circolare :

Sharing, la condivisione in ottica di comunicazione?

Condividere i servizi legati al trasporto non vuol dire solo iniziare a comunicare con il prossimo. ma anche e sopratutto far circolare meno mezzi di trasporto inquinanti.

In  un periodo storico dove la maggior parte delle persone sono cronicamente attaccati agli schermi dei diversi “mobile”, condividere un mezzo di trasporto vuol dire anche entrare in contatto con le persone con quali viviamo il nostro quotidiano;  economia circolare per comunicare dal vivo con il prossimo.

Ottimizzando i mezzi di trasporto, miglioriamo  l’ambiente dove viviamo, l’aria che respiriamo, ambiente più sano.

Potremmo raggiungere il posto di lavoro lontano condividendo le spese. Quando poi passiamo dallo Sharing all’utilizzo di mezzi ecologici, l’impatto ambientale è ancora più efficace. E allora utilizziamo le biciclette in città, i mono pattini elettrici, i mezzi di trasporto pubblici.[/vc_column_text]

La parola Sharing poi prende forme diverse a seconda degli strumenti che ci permettono di condividere la vita quotidiana con il prossimo.

Pensiamo agli ultimi Co-Housing, luoghi dove possiamo entrare all’interno di abitazioni temporanee a basso costo e a basso impatto ambientale. Luoghi che ti insegnano a vivere momenti e spazi culturali,  momenti per creare intersezioni  con persone che provengono da ceti, luoghi e  culture diverse. Sono momenti di grande crescita umana, personale e professionale.

Quando parliamo di condivisione  dobbiamo pensare anche a quei luoghi in rete dove è possibile condividere informazioni per capire come passare all’azione.

Quel piccolo seme che ognuno di noi, acquisendo informazioni, può utilizzare per agire in maniera corretta per rendere il mondo migliore.

Mi permetto di suggerire due siti dove potete trovare le notizie del mondo legati all’Economia circolare a 360°

italiacircolare e grandimagazziniculturali

Siate curiosi, tutti noi con piccoli gesti quotidiani possiamo migliorare l’ambiente dove viviamo.  Dobbiamo solo sapere come agire  in maniera corretta.

Vi voglio raccontare una case History di Economia circolare molto particolare.

Economia circolare :

Riciclare, quando la materia non muore ma rimane in vita.

Dalla consapevolezza che ogni materia al termine del suo ciclo di vita,  può essere riutilizzata per  trasformarsi in qualche cosa di utile da riutilizzare in altri contesti,  siamo in grado di creare un processo che nel tempo obbligherebbe  le catene produttive,  a produrre oggetti in materiali che possono essere riutilizzati.

Non solo, anche i beni di consumo possono prendere vita e anziché buttarli possono trasformarsi in qualcosa di prezioso, un esempio?

Le 3 persone al centro a partire da sinistra sono Emanuela Barbano, socia con Franco Di Pietro (il ragazzo con la birra in mano) della Duel Film (casa di produzione video specializzata in progetti legati alla Green Economy) e Gianni Giovine, consulente di comunicazione.

Hanno dato vita ad un progetto particolare ed unico nel suo genere.

L’idea base di economia circolare parte dal presupposto di trasformare il pane invenduto in un nuovo prodotto, la Birra Biova, che prende il nome dal tipico pane piemontese.

Il pane invenduto ad oggi nella valle Maira e nella Valle Varaita, passa a due mastri birrai che lo trasformano in un ingrediente speciale per realizzare la birra che per appunto prende il nome di Biova.

A seguire torna ad essere venduta sugli scaffali delle panettiere stesse che hanno fornito il pane invenduto.

Nulla muore, dalla materia nasce altra materia ed io personalmente lo trovo fantastico.

La circolarità del progetto non è solo racchiusa nella materia che non muore ma che rimane in vita.

La circolarità sta nel fatto che l’azione  porta ad una valorizzazione del territorio, ed è questo l’obiettivo principale del concetto di Economia circolare, valorizzare il territorio.

Nel prossimo futuro è previsto il recupero della michetta Milanese e del tipico pane Carassau Sardo, piccoli passi per grandi traguardi.

Economia circolare :

Quando il nostro agire parte dall’ascolto e dalle azioni positive

Economia circolare non è solo atteggiamento di rispetto verso la materia che può riprendere vita terminato il suo ciclo di vita.

Economia circolare non è solo condivisione, Sharing, riciclo, ma è anche sopratutto atteggiamento di ascolto verso il prossimo, rimanere in ascolto, con l’udito e conta vista, per poi agire.

Agire per sorridere, per fare un gesto di gentilezza, per aiutare il prossimo, per cerare rapporti di empatia e dare vita a rapporti di fiducia reciproca nella vita quotidiana.

Il nostro agire influisce sull’agire delle persone che con noi condividono lo stesso spazio vitale. Un’agire positivo rende positivo questo spazio.

Piccoli atti di gentilezza hanno maggiore efficacia di parole piene di rabbia che istigano all’odio e all’intolleranza.

Piccoli atti di gentilezza che potete condividere per esempio sulla pagina facebook “La Stanza delle gentilezze” su Facebook, un luogo dove gli iscritti postano atti di gentilezze quotidiana, ricevute e donate.

A mio parere riprendere possesso di di gesti gentile verso il prossimo, è un primo passo per allontanai da quei canoni di solitudine e individualismo che la tecnologia, utilizzata in maniera errata, può creare.

Atti di piccola gentilezze quotidiane che sono un bene comune, che dovrebbe partire dall’educazione familiare ma che le istituzioni dovrebbero inserire all’interno dei programmi scolastici fin dalle scuole primarie, come indicatore di stabilità e pace sociale.

Vi saluto con un saluto da un post del giornalista Paolo Marcesini, che riprende una frase dello scrittore Dave Eggers.

“La fiducia devi dalla agli altri per riceverla, la fiducia è un bene circolare”.

Abbiate fiducia nei vostri gesti perchè da piccoli gesti possiamo cambiare il mondo.

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