Auschwitz: mai dimenticare (quando la magia salva le vite)
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Auschwitz: la memoria

Auschwitz: Mai dimenticare

 

Auschwitz: la magia che salva la vita

Dieci anni fa, lavoravo nell’oncologico pediatrico del Regina Margherita.

Da quell’esperienza si è sviluppato tutto il mio lavoro nell’ambito dell’intrattenimento, in qualità di Infotainer, come comunicatore e formatore. Oggi sono sconvolto dai negazionisti, da coloro che lanciano sassi e sputano ai Cinesi per strada, a coloro che fomentano odio.

Cosa posso fare? Potrei raccontare una storia, la storia di un uomo che con i suoi giochi di prestigio si salvò dai campi di concentramento, quello che è il mio lavoro, la mia passione

Per ricordare, per non dimenticare, per ringraziare la magia che anche a me ha salvato la vita.

Lo dedico anche a coloro che ogni giorno, con il loro lavoro il mondo lo vogliono cambiare, ognuno con le proprie meravigliose competenze.

 

Auschwitz: Il grande Nivelli

Herbert Levin era un ebreo nato nel 1906 in Germania.

Di mestiere era un illusionista è anche molto apprezzato nel suo paese dal quale però fuggi con l’avvento del Nazismo nella Ex Cecoslovacchia, con il nome del “Grande Nivelli”.

Purtroppo la fuga non servì a nulla perchè con lo scoppio della II guerra mondiale, iniziati i rastrellamenti, fu catturato con la sua famiglia e deportato nel campo di concentramento di Terenzin. 

Durante questa prima fase della sua storia, perse la moglie e sua figlia e con se, prese in custodia il giovane Werner Reich, che a sua volta perse suo padre e sua madre. 

Auschwitz: Mai dimenticare

I due, che dividevano nel campo lo stesso letto ben presto misero in atto una strategia magica che alla fine della guerra si rivelò vincente. 

Questo avvenne quando i soldati delle SS, riconoscendo il Grande Nivelli, gli chiesero di intrattenerlo con i suoi giochi di prestigio.

Non aveva con se tutto il suo materiale magico, ma bastarono un mazzo di carte usurato, delle monete, una corda e due bussolotti per mettere in atto la strategia che salvo la vita ad entrambe.

Certo non mancarono le violenze, ma grazie al suo intrattenimento, non tardarono ad arrivare anche piccoli ma significanti regali dai carcerieri che in quel contesto erano considerati come degli immensi doni.

Al termine della guerra, la strada dei due si divise.

Werner  Reich si rifece una famiglia con una figlia.

Il grande Nivelli si sposò in seconde nozze ed insieme alla sua nuova compagna, iniziarono a girare nuovamente per i teatri tedeschi, finanche la grande svolta, nel 1946 con il loro trasferimento a New York.

Teatri, navi da crociera fino ad arrivare al prestigioso New York Palace. 

Passarono gli anni e ben presto, tramite la rivista magica Linking Ring. Werner Reich, venne a conoscenza della morte del Grande Nivelli, del quale effettivamente non conosceva il nome d’arte.

Auschwitz: mai dimenticare

Riconobbe però il numero di tatuaggio sul braccio del suo mentore per capire che in effetti il grande Nivelli, altro non era che il suo compagno di cella.

 

Auschwitz: storie di sopravissuti magici

Potrete trovare in rete due bellissimi libri che raccontano la storia del Grande Nivelli:

  1. The death camp Magician
  2. The magician of Auschwitz

Era iniziata anche una sceneggiatura che avrebbe portato sui gradi schermi questa incredibile storia.

Purtroppo Stanley Kubrik, non ebbe il tempo di girare il primo Ciak, decidendo di lasciare il nostro pianeta, prima del previsto.

Alla faccia di coloro che negano, di coloro che istigano all’odio alla violenza, a coloro che non sono in grado di guardare oltre il proprio naso e rimangono solo concentrati a se stessi, ricordate questa bellissima frase che vive su una lapide:

Solo quando nel mondo a tutti gli uomini sarà riconosciuta la dignità umana, solo allora potrete dimenticarci.”

Auschwitz: mai dimenticare[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Auschwitz: per non dimenticare


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