PAROLE DA USARE AI TEMPI DEL CORONA VIRUS.
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PAROLE DA USARE AI TEMPI DEL CORONA VIRUS

IL POTERE DELLE PAROLE.

“Le parole hanno il potere di distruggere e di creare.
Quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo”. (Buddha)

Siamo certi che nei frangenti delicati dal punto di vista sociale, siamo in grado di utilizzare le parole corrette?
Dal vissuto Corona Virus alcune persone hanno capito che per creare stati di animo positivo in situazioni di stress, è necessario mettere in circolo pensieri e parole positive.
Parole buone  attivano ormoni buoni.

Alcuni anni fa ho cambiato il modello formativo del corso per parlare in pubblico, inserendo uno slot legato specificatamente al mondo delle parole.

La nostra comunicazione non si ferma mai al destinatario, ritorna indietro, sempre.
Si chiama comunicazione circolare, come l’economia.

Quando  comunichi bene, risparmi tempo e il mondo in cui vivi diventa più sostenibile.

Le parole, a seconda di come le usi e di come le contestualizzi, si trasformano in immagini chiare nel cervello rettiliano del tuo interlocutore, il quale  in 300 millisecondi  le trasformerà  nel mondo che quelle parole per lui rappresentano.

Parole buone immagini positive, parole cattive?

Sicuramente conta anche il linguaggio para verbale e non verbale, la postura, ma le parole, statene certi,  hanno il loro peso.

 

PAROLE DA USARE AI TEMPI DEL CORONA VIRUS:

Parole e ricordi.

 

Le parole sono come piccoli sassi che lanciati da una montagna rotolano, e quando arrivano a valle possono far male.

Dobbiamo imparare che le parole di oggi rappresentano il futuro di domani.

Quando utilizzo la parola “problema” la mia esperienza, i miei ricordi attivano uno schermo ricco di immagini legate ai tanti problemi che ho vissuto nella mia vita.

Con essi si attivano i ricordi legati agli stati di animo.
Il glucosio inizia ad aumentare, adrenalina e noradrenalina, neuro trasmettitori che determinano l’aumento della sudorazione e dei battiti cardiaci entrano in circolo, aumento dello stress, ansia, paura.

Ma se invece della parola problema, utilizzassi la parola : “situazioni da risolvere” o “nodo da sciogliere”?
Quanti nodi abbiamo imparato a fare e a sciogliere nella nostra vita?
Nodi alle scarpe, nodi all’albero per l’altalena sicura, i nodi del filo della canna da pesca.

Quante volte, alla telefonata in arrivo, mettendo le mani in tasca per prendere gli auricolari, li abbiamo trovati annodati e con pazienza abbiamo districato la matassa?

Sicuramente l’immagine che rappresenta la parola utilizzata, risulterà meno pesante al nostro cervello e metteremo in campo azioni di risposta più performanti.

 

PAROLE DA USARE AI TEMPI DEL CORONA VIRUS:

Non si vincono le battaglie da soli

 

Vi allego questo tipo di analisi fatta con l’ultima preghiera di Papa Francesco il 27 in una Piazza San Pietro vuota, (Clicca per il video).

PERCHÈ AVETE PAURA? NON AVETE ANCORA FEDE?

“Io non conosco nessun altro segno di superiorità nell’uomo che quello di essere gentile” (Ludwig van Beethoven)

IL GAME proposto da me e Alessio Cini è partito dal concetto di Sharing, condividere i nostri stati di animo, perchè una delle cose che dobbiamo imparare da questa lezione di vita, è avere il coraggio di mostrare le proprie emozioni e condividerle.

Thomas Mann diceva: “Le avversità possono essere delle formidabili occasioni” e noi abbiamo voluto creare l’occasione di condividere i rispettivi stati di animo.

Dobbiamo imparare ad eliminare la parole basse, sicure e contratte dal nostro vocabolario e sostituirle con parole alte, fluide e luminose perché parole buone creano ormoni buoni, parole cattive creano ormoni cattivi.

CORONA VIRUS PARLARE IN PUBBLICO

Sta a noi scegliere.
Sono arrivate tante risposte.
Il 90% appartengono alla categoria Alte, Fluide e Luminose.

Le abbiamo messe dentro ad un quadro  per ricordarci questo momento con parole positive.

Ci sono anche parole che ho messo ai lati, sono grigie.

Le parole negative esistono non possiamo far finta di nulla, sono emozioni, non dobbiamo averne paura.

Impariamo ad accoglierle e farle vivere nella marea di parole positive che rappresentano quel mondo al quale tutti noi, aspiriamo dopo, quando tutto questo sarà solo un ricordo.

Condividiamo le nostre emozioni, perché chiedere aiuto ricordiamoci, non è mai facile, ma quando lo fai, difficilmente non troverai una persona pronta ad ascoltarti e accoglierti.

 

PAROLE DA USARE AI TEMPI DEL CORONA VIRUS

Professioni diverse, sinergia in moto.

 

Non posso esimermi di condividere la riflessione di Alessio Cini, che da dieci anni si dedica allHead – Hunting e all’advisory su dinamiche organizzative, che troverete per intero al Link del suo articolo qui in allegato.

Due mestieri diversi, logiche professionali e  linguaggi apparentemente distanti, ma invece vicini e con uno scopo comune: aiutare le organizzazioni al gestire al meglio alcuni processi che hanno necessariamente a che fare con le persone.  

Ci siamo trovati ad osservare l’esito del nostro “GAME” della scorsa settimana e abbiamo constatato diversi fattori tra i quali, quello più importante: 

 La  maggior parte delle parole scelte appartenevano alla categoria delle parole che vengono definite alte/fluide/luminose, ovverosia legate a concetti di rivalsa, costruzione e positività.

Questo, nonostante il momento ed il periodo storico in cui ci troviamo.

Tuttavia molte persone hanno scelto di mettere un “like” al post, senza però scoprirsi ed inserire le loro due parole chiave.

Altri partecipanti, le hanno scritte in privato.

È scattata la dinamica del temere il giudizio del prossimo,  a maggior ragione su questo social totalmente focalizzato sull’ambito lavorativo e professionale, esiste ed è forte.

Tuttavia  dobbiamo dire che la scelta di chi ha voluto partecipare, è ricaduta principalmente su parole che potremmo definire COSTRUTTIVE, spesso in chiave di REAZIONE ad uno stato d’animo (coerentemente coi tempi) preoccupato.

Le trovate riassunte nell’immagine di questo articolo, così che possiamo ricordarle  quando questa pandemia sarà passata.

Allo stesso modo, un gioco come quello proposto non avrà di certo attratto persone con una visione del mondo opposta e meno ottimistica, anche di questo ci rendiamo conto.

È quindi stato facile che chi ha scritto, lo abbia fatto in una direzione allineata alla proposta.”

 

PAROLE DA USARE AI TEMPI DEL CORONA VIRUS:

Una lettura dal punto di vista Psicoterapeutico.

 

In ultima battuta, abbiamo condiviso le parole che hanno alimentato il post, al Dott.Raineri Francesco, Psicoterapia cognitiva, esperto in metodologia ABA (analisi applicata al comportamento), per darci una chiave di lettura un poco più profonda.

Quando un evento ambientale mette in pericolo l’integrità fisica e mentale di un essere umano (come ad esempio guerre, catastrofi ambientali o situazioni di emergenza sanitaria), la percezione del mondo si modifica.

Le persone tendono a schiacciarsi su una dimensione fobica.
Più precisamente è come se ci fosse un appiattimento sul tema della sicurezza.

Le persone sono spinte a proteggersi, cercando luoghi e relazioni sicure all’interno delle quali prendersi cura di sé, dei propri cari e dell’intera comunità, con responsabilità e collaborazione.

In questa situazione sono frequenti i sentimenti di inquietudine, di paura e di preoccupazione,  li dove il pericolo, invisibile e persistente, costringe le persone a rimanere per molto tempo in allerta.

Questa polarizzazione produce un inevitabile sbilanciamento, all’interno del quale si perde una significativa dose di libertà.

Ci troviamo  costretti in quattro mura, senza la possibilità di esprimere liberamente noi stessi e questo potrebbe  produrre movimenti frenetici e deliranti, nel tentativo di liberarsi da un fastidioso senso di oppressione.

PAROLE DA USARE AI TEMPI DEL CORONA VIRUS:

Come riempire il vuoto dalla perdita di libertà.

Il vuoto lasciato dalla perdita di libertà porta le persone ad attivare strategie di riempimento, che rischiano però di portarle fuori dal loro tempo.

C’è chi tenta di evadere buttandosi in una dimensione parallela, come quella tecnologica (giochi online o social), esponendosi al rischio di una dipendenza.

C’è invece chi, in una dimensione riflessiva che guarda al passato, cerca di fare bilanci della propria vita. 

Per ultimo  c’è anche chi, orientato al domani, pianifica e immagina le attività future.

In tutti i casi è come se ci fosse una forza centrifuga che spinge la persona fuori da un presente emotivamente difficile da gestire.

In questo vortice emotivo il grande rischio è quello di sentirsi soli, abbandonati e quindi vulnerabili.

La risposta adattiva è allora quella di creare vicinanza attraverso, ad esempio, atteggiamenti empatici e di ascolto: è spesso efficace ritrovare vecchi amici o conoscerne di nuovi attraverso videochiamate per condividere i propri stati emotivi, perché è solo attraverso le relazioni che l’essere umano può sentirsi completo.

Grazie a queste connessioni ci è data la possibilità di sperare che questa situazione possa essere la madre di un cambiamento o di un rinnovamento.

Ciò può accadere non tanto guardando passivamente a un futuro ipotetico, ma piuttosto vivendo il nostro tempo, nel qui ed ora, con attenzione e fermezza per riscoprirci resilienti e capici di affrontare questo presente.

Poniamoci allora in una dimensione di ascolto di noi stessi per comprendere cosa questa situazione attiva in noi: è questa la nostra grande occasione. “

 

 

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