Parlare in pubblico: il gioco delle emozioni (omaggio a Ennio Morricone)
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ENNIO MORRICONE: PARLARE IN PUBBLICO

PARLARE IN PUBBLICO GIOCARE CON LE EMOZIONI

 

PARLARE IN PUBBLICO:

GIOCARE CON LE EMOZIONI
(Omaggio al  maestro Ennio Morricone)

La notizia è battuta su tutti i media planetari: 

Ennio Morricone ci ha lasciati e le emozioni che questa notizia suscita in noi sono molto forti, perché il maestro sapeva parlare in pubblico, giocava con le emozioni e lo faceva divinamente.

Con la sua musica il grande maestro ha raccontato storie.

Le sue parole sono nel pentagramma delle sue opere , la sua musica ha descritto luoghi e raccontato il vivere di persone in contesti unici: 

Mission, C’era una volta in America, Nuovo cinema paradiso, Gli intoccabili, La legenda del pianista sull’Oceano, solo per elencarne qualcuno. 

Parlare in pubblico,  giocare con le emozioni

Ogni brano musicale suscita in noi delle emozioni che partono dal 

  • riflesso del tronco cerebrale
  • contagio emotivo 
  • creazione di un’immagine visiva 
  • riporto ad un vissuto esperienziale

Quando ascoltiamo un brano il nostro tronco encefalico coglie segnali che producono un’attivazione del sistema nervoso centrale. 

Lo spettatore/ascoltatore acquisisce i suoni e in un attimo li trasforma in immagini, in ricordi  e le trasforma in emozioni, le stesse che ritroviamo nei suoni della voce, nella vibrazione delle corde vocali, nella frequenza e nel volume di colui che sul palco parla. 

Parlare in pubblico, giocare con le emozioni

La musica suscita emozioni poiché è caratterizzata da quelle stesse strutture che sono presenti anche nel linguaggio parlato.

Parlare in pubblico vuol dire giocare con le emozioni.

Quando parliamo in pubblico, qualsiasi esso sia il tipo di intervento (motivazionale, di condivisione obiettivi, di cambiamento, di vendita etc…), la leva principale che porta le persone a compiere l’azione finale sono  le emozioni.

Se siamo consapevoli di questo assunto, dobbiamo solo imparare a riconoscerle, accoglierle e condividerle.

Il nostro viaggio durante un intervento è quello di attraccare il nostro sentire in un porto comune.

Per far si che questo avvenga, dobbiamo farli salire sulla nostra imbarcazione e coinvolgere la platea in una storia dove si sentano protagonisti.

Parlare in pubblico e arte di emozionare sono due punti uniti da una linea delicata e invisibile, una non può fare a meno dell’altra, questo lo sapeva il maestro Ennio Morricone.

Un buon speaker lo sa e conosce i 4 elementi che non possono mancare in un intervento: 

Una storia che racconti un viaggio che alla fine si scoprirà essere stato il viaggio emotivo di ogni partecipante nella propria vita: l’esperienza.

Le parole che suscitino ricordi positivi, che ci portino ad una carezza verbale che abbiamo ricevuto da bambini: la gioia che coinvolge.

Le immagini che accompagneranno la storia ed in quelle immagini, scelte con cura, traghetteremo ogni spettatore nei ricordi di ciò che è stato e che in positivo ci ha cambiato: la crescita 

Questi 3 elementi sovente sono accompagnati dall’emozione più forte dichiarata dalla musica. 

  • La musica di Walk-in (tappeto) mentre il palcoscenico è ancora chiuso
  • Quella che accompagna la scelta di uno spettatore
  • Che introduce un tema
  • La musica che durante una spiegazione di un concetto ci permette di vivere un emozione quando le parole sono cullate dalle note che avremo scelto 
  • La musica che chiude uno spettacolo e che saluta gli spettatori.

Nella mia vita sul palcoscenico, in qualità di artigiano di emozioni, non sono mai mancate le musiche.

Parlare in pubblico

Il gioco delle emozioni

Nel 90% dei casi ho sempre scelto quelle scritte da Ennio Morricone. 

Il maestro Morricone è stato in grado di trascinarci con le sue musiche in luoghi misteriosi, affascinanti, ricchi di colori, sfumature, dialoghi interiori del nostro io più profondo.

Sarò onorato di ricordarti maestro, durante un corso per parlare in publico o sul prossimo spettacolo in scena. 

Ti nominerò con ancora più enfasi e farò comprendere ai partecipanti attraverso le tue opere, quanto la scelta anche di una sola musica, all’interno di un intervento, possa trasformarci in persone migliori, equilibrate, sensibili, pronte all’ascolto, perché tu maestro, con la tua musica ci hai reso persone migliori, equilibrate, sensibili e ci aiutati a ad ascoltare la profondità del nostro animo. 

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