principio di reciprocità: grazie - INFOTAINER & MENTALISTA
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principio di reciprocità: grazie

RINGRAZIARE? SI, MA NON SEMPRE, DIPENDE DAI CONTESTI.

Prendendo spunto da un interessante articolo dell’avvocato Marco Toma su Linkedin, desidero condividere un momento di riflessione sul tema e l’utilizzo del grazie.

Ringraziare è  una pratica linguistica che condivido.

Ritengo però che vada analizzata in diversi contesti, come quelli della negoziazione dove è necessario talvolta conquistare una posizione di vantaggio, attivando la principio di reciprocità.

GRAZIE E IL PRINCIPIO DI RECIPROCITÀ

Partendo dall’ottimo spunto, desidero focalizzarmi sul contesto.

Immagino una risposta diversa dove, o verbalmente o solo mentalmente, sará l’interlocutore a ringraziare me.

Facciamo 3  esempi:
 1) : Interlocutore A: sei stato molto gentile ad aspettarmi

Interlocutore B: grazie a te…

 2) Interlocutore A: ti sei dimostrato una persona molto paziente, l’ho apprezzato

Interlocutore B:  Grazie

3) Interlocutore A:  il tuo ascolto è stato estremamente prezioso.

Interlocutore B:grazie a te.[/vc_column_text]

Ringraziare talvolta, sopratutto in un contesto di negoziazione,  potrebbe porre uno degli interlocutore in una posizione di inferiorità.

Preferisco di gran lunga, in questa ottica, utilizzare parole educate e ripeto, in situazioni come quelle di negoziazione dove diventa necessario conquistare una posizione di vantaggio, che sia il mio interlocutore a ringraziarmi.

GRAZIE? ALCUNE IPOTESI DI UTILIZZO

Esiste però un ulteriore utilizzo della linguistica nell’utilizzo del grazie  che a mio parere potrebbe essere utile nel tempo, per costruire una relazione sana e di paritario equilibrio tra le parti.

Facciamo un esempio dove il principio di reciprocità del grazie gioca un ruolo di equilibrio tra le parti.

Il dipendente entra nell’ufficio del suo capo per condividere un Curriculum di un potenziale collaboratore da assumere.

Il capo analizza il lavoro e approva la chiamata del candidato

Ipotesi a

Il capo: Hai fatto un ottimo lavoro, te ne se non grato

Il dipendente risponde: Grazie.

Ipotesi b: 

Il capo: grazie

Il dipendente: di nulla

Quale differenza notiamo in questo contesto? Il dipendente non ha fatto altro che svolgere il suo lavoro. Nell’accogliere il consenso del suo principale con un grazie, non trovate che si senta gratificato dalla tipologia di eloquio messa in atto dal suo capo?

 

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